Antonella

Antonella nasce a Roma nel 1958, formatasi a Milano con radici nel nord est.

Scopre l’ambientalismo nei primi anni ’80 in Inghilterra da una ragazza belga che le parlava con trasporto del problema dei pesticidi.

 

Tornata in Italia trova la Lega per l’Ambiente ed inizia a frequentarla cercando di capire come contribuire e la prima opportunità che si presenta è costituita dall’educazione ambientale elaborato all’interno del progetto ‘Adottiamo la città’.

Nel 1987 si trasferisce a Torino dove questa attività si sviluppa anche grazie alla formazione ed al sostegno che veniva dalla rete nazionale.  Sono stati promossi per circa 7-8 anni dei corsi di formazione per insegnanti, riconosciuti dal Provveditorato ed è stato organizzato un Convegno internazionale con il sostegno di Marzia Campioni di Milano e di Lucio Passi di Padova.

Erano gli anni in cui si leggevano Berry Commoner, James Lovelock e Carolyn Merchant, Franco Carlini e Amory Lovins, in cui si ascoltavano Enzo Tiezzi, ed Elena Gagliasso, nella convergenza di sensibilità tra eco-femminismo e ricerca accademica, in cui si pubblicava l’atlante di Gaia e si seguivano i corsi di educazione ambientale promosse dai Verdi, in cui illuministicamente si pensava che gli amministratori delle città e la politica si sarebbero persuasi delle buone ragioni degli ambientalisti se ben argomentate e solidamente, scientificamente sostenute.

Erano gli anni della critica storica delle scienze e del rapporto tra scienza e società, in relazione ai modelli di sviluppo prevalenti, basati sulla accumulazione, ed al segno di “genere” che vi hanno impresso secoli di dominanza maschile.

Il lavoro teorico e l’attività politica sono infatti sempre stati strettamente legati.

Nei primi anni ’90 il settore scuola di Legambiente cambiava natura e perdeva la sua ambizione trasformativa disperdendo così competenze e passioni. Stava montando l’ideologia liberista.

Gradualmente altri ambiti di azione si sono aggiunti, in particolare la gestione dei ‘rifiuti’ e la promozione del biologico come protezione dei suoli e delle falde.

Dal 1991 ha un figlio che ha portato con sé finchè non è avvenuto lo sganciamento nella adolescenza.

Nel 1992 c’era stato il Forum si ambiente e sviluppo, il Summit della Terra, dell’ONU a Rio de Janeiro che aveva promosso la costituzione di Agende 21, programmi di azione per lo sviluppo sostenibile in vista del 21^ secolo.

Nel 1995 c’è stato l’incontro con Eva Biginelli, presentata da un’insegnante che seguiva i corsi di educazione ambientale, che ha dato una impronta decisiva all’impegno successivo.

Nel 1998, in seguito alla seconda Assemblea ecumenica europea (Graz 1997), si costituiva la Rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN) in cui lei sarebbe entrata l’anno successivo facendo parte dell’esecutivo. Parallelamente nasceva in Italia una Commissione ambiente all’interno della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), da lei coordinata. Dopo qualche anno essa avrebbe preso il nome di GLAM (Commissione globalizzazione e ambiente).

In quegli anni si rafforza la collaborazione con Pro Natura ed Italia Nostra sulle politiche di mobilità e sui parcheggi, sul verde e sulla qualità dell’aria, sui rifiuti, sulle olimpiadi.

In quegli anni iniziava l’adesione al progetto europeo del Servizio Volontario che sarebbe durata per circa 12 anni. Nei primi lei ospitava le giovani volontarie a casa propria.

Attualmente partecipa ad alcuni dei Comitati nati dalla sensibilità degli anni ’90 per i legami deboli in contrapposizione alle Associazioni, riducendo così l’efficacia dell’azione e restringendone la visione: la Rete Rifiuti zero, il Comitato per l’acqua pubblica ed il Coordinamento del verde.

 

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